La carenza di pediatri è un’emergenza nazionale e Taranto non è immune al problema. La Asl Taranto, per garantire la sicurezza dei neonati, riorganizza i percorsi assistenziali e attiva, per i casi più gravi, la collaborazione con il Policlinico di Bari.

Allarme pediatri

L’allarme è stato lanciato più di un anno fa: da una parte le nuove norme pensionistiche, con un alto numero di medici che giungono all’età della quiescenza, dall’altra le borse di studio di specializzazione sempre più ridotte e che, quindi, garantiscono un numero congruo di nuovi specializzati, hanno portato con sé una forte carenza dei medici specialisti.

Tra le specializzazioni a soffrire di più c’è proprio la pediatria: secondo uno studio indipendente della fine del 2019, senza un’adeguata programmazione e i necessari correttivi, nei prossimi 5 anni, negli ospedali italiani, mancheranno all’appello 2.000 pediatri. La situazione è complicata già ora, con una seria difficoltà da parte di tutti gli ospedali di reperire medici specializzati in pediatria.

Chi è il pediatra

La pediatria è una branca della medicina che si occupa dello sviluppo psicofisico dei bambini e della diagnosi e terapia delle malattie infantili.

La neonatologia è la branca della pediatria che si occupa dei neonati entro il primo mese di vita. La cooperazione tra pediatria e ostetricia permette di prevenire le malformazioni del feto e di curare le malattie dalla nascita.

Il termine deriva dal greco παῖς, παιδός, che significa «bambino», «fanciullo» e ἰατρεία, che significa «cura medica».

Il titolo di specialista in pediatria viene raggiunto con la frequenza della scuola di specializzazione in pediatria (della durata di 5 anni) a cui si può accedere solo dopo la laurea in medicina e chirurgia e l’abilitazione alla professione medica.

In Italia l’assistenza sanitaria ai bambini e adolescenti è garantita tramite il SSN sia a livello territoriale (tramite i pediatri di libera scelta) sia a livello ospedaliero (grazie ad unità operative di pediatria all’interno di ospedali generalisti oppure attraverso veri e propri ospedali pediatrici).

Il pediatra di libera scelta, noto anche come pediatra di base o pediatra di famiglia, è un professionista sanitario che opera all’interno dell’assistenza sanitaria di base col preciso compito di tutelare la salute dell’infanzia, dell’età evolutiva e dell’adolescenza, dalla nascita fino ai 14 anni con le seguenti modalità:Da 0 a 6 anni di vita: il bambino deve essere obbligatoriamente assistito da un pediatra di libera scelta
Da 6 a 14 anni di vita: la scelta può essere tra pediatra o medico di medicina generale
Dai 14 ai 16 anni di vita: si può richiedere il mantenimento della scelta, soltanto per documentate patologie croniche o disabilità
Oltre i 14 anni (in assenza delle eccezioni sopramenzionate) e comunque oltre i 16 anni di età la revoca del pediatra di libera scelta è automatica

Garantire in ogni caso la cura e la sicurezza dei neonati

Anche il SS. Annunziata di Taranto si trova nella stessa situazione degli altri ospedali, tanto più che, nel nosocomio tarantino, che è anche punto nascita, la presenza di un pediatra deve essere garantita 24 ore su 24.

Proprio per questo, la Direzione Sanitaria della ASL Taranto, a fronte di una riduzione delle risorse mediche nella UOC Terapia Intensiva Neonatale UTIN, si è attivata individuando una serie di azioni al fine di garantire in ogni caso la cura e la sicurezza dei neonati.

Per prima cosa saranno individuati e modulati dei percorsi assistenziali e formativi adeguati ai setting assistenziali necessari: i medici dell’UTIN saranno supportati dalle Unità Operative di Ostetricia e Ginecologia e di Anestesia, al fine di garantire le migliori cure ai bambini e alle bambine appena nati. In seconda istanza, per i casi più complicati, sarà attivato lo STEN, il sistema di trasporto in emergenza del neonato, già attivo a livello regionale: grazie all’intervento di modernissime ambulanze, dotate di incubatrici di trasporto e di tutte le attrezzature necessarie, i neonati che necessitano di un livello di cura maggiore, saranno trasferiti in sicurezza e accompagnati da personale specializzato presso il Policlinico di Bari, dove potranno ricevere le cure degli specialisti più esperti sul campo.

Questa scelta, seppur legata alla indisponibilità di medici pediatri, si ascrive nella più ampia scelta di fornire ai pazienti, anche ai neonati, le migliori cure possibili, attraverso una relazione tra HUB (il centro ad altissima specializzazione, il Policlinico) e SPOKE (ospedali che, sempre in contatto con l’hub, possono dedicarsi ai casi più semplici).