L’iniziativa riavviata dal Comune di Taranto per l’affidamento per la gestione dell’adeguamento normativo e della manutenzione degli impianti nelle scuole comunali, come ben evidenziato dalla nostra Confindustria, pone con grande evidenza il tema della sottrazione, per un ventennio, di un mercato fino ad oggi disponibile per le micro e piccole imprese del territorio impegnate, con risorse e capacità proprie, nel provvedere alle esigenze manutentive dei nostri edifici scolastici.” E’ quanto riporta una nota di ANCE Taranto.

Tutto ciò – rimarca la sezione costruttori edili di Confindustria Taranto – avviene mentre su altri fronti, dagli affidamenti di appalti alla programmazione per la rigenerazione urbana e la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, è ben riconoscibile l’attenzione dell’Amministrazione a che i processi di investimento si sviluppino secondo linee di collaborazione e partecipazione attiva del sistema imprenditoriale del territorio.
Di fronte ad un procedimento amministrativo in piena corsa, spetta all’Amministrazione valutare come meglio realizzare l’interesse pubblico ad avere edifici scolastici adeguati ed efficienti.
Come ANCE siamo consapevoli di come il mercato possa evolvere nella direzione di gestioni integrate e di affidamenti unitari a players nazionali ed internazionali, ma la questione della sorte da riservare alle imprese locali resta pienamente sul tavolo, ancor più in un momento di grande incertezza per l’economia della città.
Su tale sorte non si può essere leggeri e tranchant e pur nella piena autonomia delle scelte occorre, qualunque esse siano, farsene carico e provare a ricercare forme diverse di presenza e di operatività delle imprese del territorio integrandone l’apporto nei maxi affidamenti come quello in questione.

Il rapporto tra grande appaltatore, o concessionario come in questo caso, e territorio per noi di ANCE è e continua a restare un tema di grande rilevanza per Taranto. Abbiamo provato a risolverlo con un contributo concreto per l’attuazione dell’art.9 del CIS ed in questo nostro sforzo abbiamo trovato pieno ascolto da tutte le istituzioni interessate, Amministrazione comunale compresa. Il modello da noi proposto, ed utilizzato anche in grandi appalti come quello del nuovo ospedale, è quello della grande impresa che deve interagire, secondo logiche di collaborazione e reciproco vantaggio imprenditoriale, con le filiere territoriali per creare il massimo dei benefici per il territorio. Non solo l’opera, dunque, ma un positivo effetto moltiplicatore della spesa pubblica per effetto della virtuosa attivazione delle filiere territoriali dell’esecuzione e della fornitura di beni e servizi.
Crediamo, qualunque esito si dia al procedimento, si possa e si debba recuperare anche a valle, ad esempio in sede contrattuale come altrove avvenuto, un adeguato ruolo per le tante imprese ad oggi avvertono il peso di una potenziale estromissione da un mercato che le ha viste tradizionalmente impegnate negli anni.

Con queste imprese, con questo pezzo vitale della nostra economia, occorrerà dunque misurarsi.
Esprimiamo dunque l’auspicio – conclude ANCE Taranto – che l’Amministrazione, superando la prospettiva di soli subaffidamenti iniqui e penalizzanti, possa mettere in campo soluzioni atte a garantire alle imprese la possibilità di continuare dignitosamente ad operare su questo territorio.”