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In occasione di Cracking Cancer, ASL Taranto ha ricevuto il “Premio innovazione digitale in ambito oncologico” per lo sviluppo e l’applicazione di soluzioni digitali nei percorsi di cura dei pazienti oncologici.

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Nello specifico, il dottor Salvatore Pisconti, coordinatore operativo del Dipartimento Oncologico Ionico-Adriatico, la dottoressa Cosima Farilla, referente regionale per la telemedicina in ASL Taranto, e la dottoressa Francesca Russo, responsabile dell’ambulatorio di oncologia e telemedicina dell’ospedale Moscati, hanno ritirato il prestigioso riconoscimento nel corso dell’ottava edizione dell’importante kermesse nazionale sull’oncologia contemporanea, che si è tenuta a Bari lo scorso 15 aprile.

“Sono orgoglioso di questo riconoscimento – ha dichiarato il Commissario Straordinario Vito Gregorio Colacicco – Grazie alla tecnologia, la telemedicina permette di seguire e curare i pazienti anche nella propria casa, che deve diventare, laddove possibile, il primo luogo di cura, lasciando all’ospedale la gestione di fasi acute della malattia o di particolari momenti e terapie. Complimenti al team che opera in questo ambito, per aver saputo concretizzare una risposta ai bisogni dei pazienti”.

Questa edizione del Cracking Cancer ha trattato due filoni principali, la cronicizzazione del cancro e il rapporto tra l’intelligenza artificiale, con le nuove tecnologie, e la sua applicazione concreta nella pratica clinica dell’oncologia, e il premio comminato ad Asl Taranto è frutto di una integrazione tra queste. Una delle principali sfide dell’oncologia moderna è, infatti, la cronicizzazione della malattia: grazie alle cure e alla ricerca, sempre più pazienti convivono a lungo con la malattia e questo rende necessario ripensare qualità della vita, sostenibilità dei trattamenti e organizzazione dei servizi. L’ambulatorio di oncologia e telemedicina dell’Ospedale Moscati offre una risposta a questa esigenza: grazie all’uso della telemedicina, infatti, il paziente può ricevere alcune prestazioni sanitarie a distanza, nella propria casa e senza doversi recare in ambulatorio.

La telemedicina in Oncologia

La telemedicina in oncologia sta diventando un tassello sempre più importante nei percorsi di cura, perché permette di affiancare alle visite in presenza un monitoraggio continuo e più “leggero” dal punto di vista logistico. Non significa trasformare la cura in una videochiamata, ma usare strumenti digitali per seguire con regolarità l’andamento clinico, la tolleranza alle terapie e i segnali precoci di possibili complicanze. In molte situazioni, soprattutto nelle fasi di follow-up o nei controlli programmati, questo approccio può ridurre spostamenti, attese e stress, mantenendo però alta l’attenzione medica.

Uno dei punti di forza è la gestione tempestiva dei sintomi e degli effetti collaterali: questionari strutturati, diari clinici digitali e consulti rapidi possono aiutare a intercettare prima nausea persistente, febbre, dolore o cali di energia che meritano una valutazione. In pratica, la telemedicina può migliorare la continuità assistenziale tra un ciclo di terapia e l’altro, favorendo un contatto più frequente con l’équipe e, quando serve, anticipando una visita in presenza o un aggiustamento del percorso. Il beneficio, oltre che per il paziente, riguarda anche l’organizzazione: si ottimizzano tempi e risorse, riservando gli accessi in ospedale ai casi che ne hanno davvero bisogno.

Per funzionare bene, però, la telemedicina deve essere integrata in un modello chiaro: criteri su chi può usarla e quando, canali di comunicazione sicuri, formazione per operatori e pazienti, e una presa in carico che non lasci “buchi” tra digitale e presenza. Conta anche l’equità: non tutti hanno gli stessi strumenti o la stessa familiarità con la tecnologia, quindi servono soluzioni semplici e supporto pratico. In questo senso, la telemedicina non è un’alternativa alla cura tradizionale, ma un potenziamento: una modalità in più per rendere l’assistenza oncologica più vicina, più continua e più centrata sui bisogni reali delle persone.

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