I prossimi giorni saranno cruciali per il perfezionamento della documentazione necessaria per l’istituzione del corso di laurea in medicina e chirurgia a Taranto.

Dovrebbero, di conseguenza, essere superate le criticità che stanno caratterizzando il canale formativo di medicina nel corrente anno accademico.

A Taranto solo coloro che avranno scelto la sede di Taranto

“Dal prossimo settembre, infatti, gli studenti che verranno a Taranto saranno coloro che avranno scelto la sede di Taranto in modo specifico, restano quindi da affrontare gli ultimi ostacoli “burocratici” rispetto alla unanime volontà delle istituzioni (Ministero, Regione, ASL, Università e Comune) e del territorio di dare stabilità al corso di laurea”.

E’ quanto si legge in una nota inviata ai media dal Comune di Taranto

Sede nella Città della della Carità?

A riguardo, occorrerà individuare definitivamente la sede per ospitare gli studenti e gli uffici di segreteria.  Al momento, l’attuale sede del canale formativo, presso la sede della Cittadella della Carità, appare idonea anche in funzione dei prossimi anni accademici, non si esclude, tuttavia, la possibilità di valutare alternative che meglio soddisfino le esigenze legate all’ottimale allocazione della sede in funzione delle strutture sanitarie sul territorio, dal SS. Annunziata, al “futuro” San Cataldo.

In quest’ottica, nei giorni scorsi, i rappresentanti del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari, della Scuola di Medicina, dell’ASL e del Comune, si sono incontrati presso la sede di Economia per un sopralluogo mirato a verificare la possibilità di utilizzare la medesima sede per il corso di laurea in Medicina sin dall’anno accademico 2020/2021; al momento però non sembra soluzione più idonea rispetto a quella attuale a causa di spazi ritenuti insufficienti.”

Continua la nota.

Ex sede della Banca d’Italia possibilità remota

“Restano ancora in piedi le alternative legate ad immobili che si renderanno disponibili a seguito del “dimensionamento” scolastico, a quella più remota di destinare allo scopo l’edificio di piazza Ebalia (ex sede della Banca d’Italia).

Il Comune si rende, in ogni caso, disponibile a condividere ogni utile ed ottimale soluzione, senza escludere la destinazione di immobili di proprietà da ristrutturare, a testimonianza della convinzione che l’espansione dell’Università a Taranto, del legame degli studenti con il territorio e l’impegno delle Istituzioni a beneficio della formazione universitaria possa costituire il volano per lo sviluppo economico della città in cui i giovani dovranno necessariamente essere protagonisti.”