Il Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, scrive al Presidente Conte , in merito allo stabilimento ex-Ilva.

Ecco il testo della lettera: “Oggetto: URGENTE – provvedimenti all’indirizzo dello stabilimento siderurgico di Taranto. Egregio Presidente, questa Amministrazione comunale, in carica dal giugno 2017, ha particolarmente apprezzato tutti i sinceri e volitivi sforzi del Governo, come quelli di ciascuna delle Istituzioni ed Autorità in copia in questa missiva, per i rispettivi ruoli e competenze, volti alla ricerca di un equilibrio sostenibile tra le ragioni del lavoro, della produzione e del mercato, con quelle costituzionalmente tutelate della salute e della salubrità dell’ambiente per tutti i cittadini italiani.

Questo generale gradimento della comunità che mi onoro di rappresentare, purtroppo, non può prescindere da una valutazione, ad oggi, del complessivo insuccesso delle politiche del nostro Paese nel campo della siderurgia e della gestione della vertenza ex Ilva. Né il difficile negoziato che si sta svolgendo con il gruppo ArcelorMittal, a porte chiuse e senza un doveroso coinvolgimento degli enti locali, dei nostri corpi intermedi e delle migliori espressioni della nostra cittadinanza, induce ottimismo.

Le recenti azioni giudiziarie dell’attuale gestore dello stabilimento siderurgico ionico e i sempre più frequenti fenomeni emissivi ed incidenti documentati nei vari settori dell’opificio dimostrano, con tutta evidenza, una definitiva noncuranza nei confronti della salute dei tarantini, della sicurezza dei lavoratori, di ogni utile prospettiva per il sistema economico locale, di una rinascita dell’intera città di Taranto, in coerenza con le azioni programmatiche messe in campo dal Governo italiano e dalla Commissione UE in tema di transizione ecologica.

Ed in vero, finanche gli accorgimenti che si stanno intraprendendo tra le parti sembrano orientati al maggior beneficio degli investitori privati, piuttosto che a garantire un progressivo ritorno ad una normale qualità della vita da parte dei circa seicentomila residenti dell’Area Vasta Tarantina, dopo mezzo secolo di indicibili ingiurie fisiche e culturali. L’Amministrazione comunale, che pure non aveva condiviso talune iniziative dei superiori livelli istituzionali, su tutti i criteri di aggiudicazione della gara europea che aveva condotto all’aggiudicazione provvisoria dei compendi aziendali dell’ex Ilva all’attuale affittuario ovvero la qualità del Dpcm del 29 settembre 2017, ha negli ultimi tre anni collaborato lealmente a quella ricerca di equilibrio che oggi dobbiamo, nostro malgrado, ritenere fallita, nel contempo tornando a ribadire con forza la teoria per la quale il diritto alla salute umana risulta superiore e propedeutico a qualsivoglia ulteriore fattispecie.

Per altro, siamo sicuri di darne un’interpretazione corretta, del tutto in linea con la Sua dichiarazione del 23 febbraio scorso (La Repubblica, a proposito dell’emergenza epidemiologica Covid-19): “il bene della salute degli italiani è quello che ci sta più a cuore, è quello che nella gerarchia dei valori costituzionali è al primo posto. La salute è al primo posto in una ideale gerarchia dei valori”.

E’ il motivo per il quale, a prescindere dal futuro della produzione di acciaio in Italia, nessuno di noi può azzardarsi a sostenere il principio di una sussistente bonifica ambientale solo in prosecuzione di rapporti industriali ed in presenza di profitto. E’ il motivo per il quale, non ho dubbio alcuno, anche dopo questa rappresentazione dei fatti, il Governo vorrà mantenere gli annunciati impegni assunti innanzi ai cittadini, in relazione alla redazione di uno specifico e sostanzioso “DL Taranto”.

Occorre con coraggio prendere coscienza e raccontare con precisione che è fallito un modello di sviluppo, sono risultati inadeguati gli interlocutori, forse anche per la considerazione che soggetti stranieri ovvero multinazionali siano meno portati a vivere e rispettare il territorio, ad aderire agli orientamenti nazionali nello scenario del green deal.
A Taranto stiamo verificando il rapido peggioramento di questa condizione giorno dopo giorno, a Taranto la ipotetica franchigia necessaria al raggiungimento di un piano industriale sostenibile e profittevole per la comunità locale, quanto per il gestore privato, si sta inesorabilmente avviando a conclusione. Non si registrano risultati positivi in alcun frangente della relazione fabbrica-città. Persino una fredda analisi dei costi-benefici socioeconomici restituirebbe il medesimo quadro.

Inoltre, non ha sin qui giovato, a questa complessa dinamica, lo scadimento della reputazione di tutte le Istituzioni presso i cittadini, dovuto essenzialmente all’indecifrabilità e scarsa incidenza delle analisi prodotte in questi anni dagli organismi tecnici indipendenti, che sovente hanno focalizzato l’ottemperanza dei quadri emissivi a norme artificiose, senza mai avviare una seria riflessione sulla valutazione del reale danno sanitario, che è naturalmente cosa ben differente da un parametro matematico.

Per tutto quanto sopra, in maniera affatto superficiale, interpretando sentimenti diffusi della cittadinanza, raccogliendo le più disparate denunce formali, avendo la responsabilità ultima della salute di cittadini e lavoratori ormai esausti, avendo considerato tutte le implicazioni di natura economica e sociale, dovendo primariamente garantire quei diritti inalienabili della persona e assicurare un futuro degno ai bambini di Taranto ed alle prossime generazioni di tarantini, avendo per altro rilevato l’inefficacia delle trattative con il gruppo ArcelorMittal e l’atteggiamento di quest’ultimo nei confronti degli impianti e della città tutta, partendo dall’urgenza e contingibilità dei pregiudizi che in questi giorni i rilevanti fenomeni emissivi stanno recando alla salute pubblica, nelle more di ricevere dagli organismi tecnici riscontri meno indefiniti, in aggiunta con l’applicazione di un legittimo principio di precauzione, sono ad annunciarLe imminenti iniziative amministrative volte ad obbligare il gestore ad una condotta più appropriata o, in difetto, al fermo dell’attività produttiva del sito di Taranto. Distinti saluti, Il Sindaco Rinaldo Melucci”