Continua la azione di pressing del Sindaco di Taranto sul governo centrale, al fine di definire azioni chiare e certe su territorio ionico.

Dopo la presa di posizione relativa allo slittamento del Contratto istituzionale di Sviluppo, Rinaldo Melucci chiede chiarezza su un’altra istituzione della Taranto del Futuro, che dovrebbe segnare il punto di svolta per tutto il territorio.

Più che opportuno usare il condizionale perché del Tecnopolo ionico, annunciato in pompa magna all’inizio di dicembre 2018 si erano un po’ perse le tracce.

Cos’è il Tecnopolo del Mediterraneo

Il “Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile” dovrebbe essere un centro di ricerca innovativa negli ambiti dell’energia solare e dell’economia circolare.

Nelle previsioni del Governo dovevano essere stanziati tre milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 ed il centro di ricerca avrebbe dovuto operare sotto la vigilanza del Ministero dell’Istruzione.

Il progetto vedeva tra i sostenitori l’allora ministro Lorenzo Fioramonti, che lo immaginava come una eccellenza a livello europeo.

L’obbiettivo era quello di dare un segnale forte e tangibile: nella città dell’acciaio dare vita ad un istituto che studierà energie alternative ed economia sostenibile.

Fioramonti: “Impossibile finanziare l’Istituto”

A fine dicembre 2019, l’allora ministro Fioramonti, grande sostenitore dell’Istituto, spiegava all’atto delle sue dimissioni lo stato in cui versava il progetto, chiarendo che era impossibile fare qualsiasi tipo di versamento alla fondazione Tecnopolo mediterraneo per lo sviluppo sostenibile di Taranto perché con c’era ancora uno statuto istitutivo della fondazione, che era stata ideata con la legge di bilancio del 2018. In altre parole, a dicembre 2019 non c’era un conto su cui versare i finanziamenti e mancava il via libera formale del Mef allo statuto, quindi non c’è nulla su cui poter versare al momento.

Melucci: “Senza un coinvolgimento della nostra comunità nessuno sforzo sarà accolto positivamente”

A più di un anno di distanza dagli annunci, notizie di stampa annunciano che lo statuto è pronto, ma di questo pare che a Taranto nessuno ne sappia nulla, tanto che il Sindaco Melucci piazza subito un altolà: “Sull’istituzione del cosiddetto Tecnopolo di Taranto apprendiamo solo da fonti di stampa di una bozza dello statuto che prevederebbe un grande spreco di risorse pubbliche e nessun coinvolgimento del territorio ionico e delle nostre istituzioni accademiche, ricche di eccellenze, nella governance del medesimo Tecnopolo.

Per altro – specifica il primo cittadino ionico, già in passato avevamo segnalato ai ministeri competenti che in seno all’Area Vasta Tarantina esiste già ed è stato in parte finanziato un Tecnopolo, i cui lavori in maniera razionale andrebbero messi a fattor comune con la istituenda fondazione del Governo, per evitare la proliferazione di proposte progettuali ed iniziative simili in tutto.

Torniamo a chiedere al Governo di non procedere secondo l’ansia degli slogan sul “Cantiere Taranto”, torniamo a sottolineare che senza un coinvolgimento della nostra comunità nessuno sforzo sarà accolto positivamente, torniamo a precisare che sul riscatto di Taranto non si possono apprendere certe scelte strategiche dalla stampa.

Per questo motivo – conclude la nota di Palazzo di Città – oggi stesso il Comune di Taranto ha trasmesso una nota circostanziata a Roma, in copia al Presidente della Repubblica, che con proprio decreto dovrebbe approvare il citato Tecnopolo.

Il “Cantiere Taranto” deve essere innanzi tutto una opportunità per i tarantini.”