Continua il braccio di ferro tra il Sindaco di Taranto e lo stabilimento siderurgico che vive in questi giorni l’ennesimo periodo buio, funestato da cassa integrazione e timori per il futuro.

Mentre il capoluogo ionico subisce ancora una volta l’ennesimo “wind day”, termine anglosassone che non diminuisce di nulla la drammaticità di una situazione che costringe alla clausura migliaia di persone e il futuro di migliaia di famiglie è reso fragile dalla messa in cassa integrazione di un’altra ampia parte di lavoratori, si rincorrono le voci di un possibile disimpegno di Arcelor Mittal dalla gestione dell’ex Ilva.

“Bisogna andare verso una nuova normalità”

Una situazione che continua ad esacerbare gli animi e porta il Sindaco di Taranto a chiedere un intervento netto e deciso del governo centrale.

Che fa l’Europa per la ripartenza? – chiede in una nota Rinaldo Melucci – La Francia stanzia 18 miliardi al settore del turismo, la Spagna 12 miliardi a imprese del medesimo comparto e dei pubblici esercizi, il Regno Unito ben 25 miliardi nella stessa direzione e per la cultura e la ricerca, la Germania addirittura 57 miliardi per i soli Comuni, vera frontiera della battaglia contro la pandemia e la crisi globale, principali attori della qualità della vita dei cittadini, interpreti concreti della transizione ecologica, economica ed energetica verso una nuova normalità.

Cosa fa, invece, l’Italia? Pioggia di miliardi solo a Alitalia, FCA e forse ex Ilva, aziende spesso nemmeno davvero italiane, insomma esempi di un capitalismo che il Novecento si è portato via, per fortuna. Il tutto, al solito, senza ascoltare le comunità che ospitano i loro siti produttivi e hanno ormai il diritto di autodeterminarsi, meritano di non sottostare ancora ai ricatti occupazionali, in un mondo che intorno a noi sta cambiando assai velocemente. Mentre i Comuni affrontano quasi da soli il peso delle perdite e delle risposte a cittadini, lavoratori e imprese.”

Taranto segue il Green Deal

“Per quanto ci riguarda – afferma il sindaco del capoluogo ionico, anche in mezzo a mille difficoltà ed ostruzioni, Taranto preferisce seguire la traiettoria dell’Europa e del cosiddetto Green Deal. Il Governo ci spieghi chiaramente quale è il progetto che ha sull’ex Ilva, il tempo stringe. Altrimenti meglio lasciarci una volta per tutte quel Novecento alle spalle ed investire tutti insieme in quei settori davvero strategici per il nostro futuro, turismo, cultura, cleantech, biotecnologie, energie rinnovabili, logistica, blue economy, aerospazio, cantieristica, moda, ecc., cioè dove sta andando decisamente il mondo civilizzato.

A questo giro di boa della storia – conclude Rinaldo Melucci – non ci saranno negoziati al ribasso in nessuno dei temi cari ai tarantini, noi il coraggio di fare dei sacrifici e voltare pagina ce lo abbiamo, e il Governo italiano che fa?