Il Comune di Taranto ritiene doveroso fare alcune precisazioni in ordine agli articoli apparsi recentemente sul Sole24ore e, di seguito, sui quotidiani locali, in merito a statistiche e presunte ridotte percentuali di riscossione dei verbali di accertata violazione al Codice della Strada.

Riteniamo che la ridotta percentuale di riscossione di questo Comune (14,8%) riportata in classifica, dipenda soprattutto dalle modalità di redazione dei Provvedimenti dei ruoli, conseguenti al mancato pagamento “spontaneo” delle multe, che prevedono l’iscrizione in bilancio di somme relative a “maggiorazioni” (in attuazione di una legge dello Stato), che sono di entità quasi uguale a quelle principali delle sanzioni non pagate. Somme che poi, in attuazione di altre leggi dello Stato (vedi “rottamazione delle cartelle” o “delle Ingiunzioni Fiscali”) vengono eliminate a richiesta dell’utente che aderisce a tale definizione agevolata.

Appare evidente agli occhi di tutti, anche dei profani in materia di contabilità, che il dislivello tra le somme iscritte in accertamento di entrata, e quelle poi effettivamente introitate, diventa spropositato. La soluzione statistica potrà essere, appena individuate le modalità giuridiche, quella di non inserire più in bilancio tali somme, ormai non più recuperabili. Ad ogni buon conto, possiamo affermare che nell’anno 2018, a fronte di circa 90.000 verbali accertati per un possibile importo di €.5 mln e 100mila, sono stati pagati €.2 mln e 330mila, con una percentuale del 45,6%; a questa, si aggiungerà una fisiologica percentuale del 6,5 % di incasso a seguito di cartelle esattoriali, per un totale del 52%

Mentre l’auspicio è quello di dover comminare sempre meno multe, l’impegno è quello di migliorare ancora tale percentuale di incasso, per rendere effettivo il potere “deterrente” sia della sanzione pecuniaria, che di quelle accessorie (rimozioni, sequestri, ecc.).