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Il periodo natalizio è un momento particolare nella vita di tutti noi; sono giorni dedicati alla famiglia ed agli amici, in cui si prende una pausa dai tanti impegni quotidiani, si ritrova il piacere di stare assieme e – perché no – si vive anche la città in maniera diversa, con meno frenesia e maggior piacere di passeggiare tra le vie dello shopping ed angoli ricchi di storia e magari meno conosciuti.

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E’ un periodo che a Taranto vede l’inizio con le dolci note delle pastorali della notte di Santa Cecilia e che quest’anno sarà un ulteriore conferma del nuovo corso che il capoluogo ionico ha deciso di percorrere verso un futuro più a misura di cittadino.

Una grande festa per tutti

Già in questi giorni si possono vedere i lavori di preparazione di quello che sarà un Natale dedicato a grandi e bambini, con tante attrazioni per tutti: torna la ruota panoramica in piazza Garibaldi, affiancata da una meravigliosa giostra dei cavalli d’epoca, così come la pista di ghiaccio in piazza della Vittoria.

Le luci, oltre a illuminare le più importanti vie commerciali, riempiranno di atmosfera natalizia anche le periferie.

Concerti, mercatini ed eventi, sempre nei limiti di quello che l’emergenza sanitaria consentirà, completeranno l’offerta. E poi un grande evento la sera del primo gennaio che si aggiungerà al concerto di Capodanno al Teatro Comunale Fusco.

La città sarà protagonista

«Anche quest’anno Taranto avrà un grande Natale, con luminarie, alberi, filodiffusione, pista di ghiaccio e tanto altro». Il sindaco Rinaldo Melucci ha anticipato alcuni dettagli delle numerose iniziative che caratterizzeranno il periodo natalizio.

«Si arricchiscono anche gli addobbi a tema nella Città Vecchia – ha aggiunto il primo cittadino –, grazie alla preziosa collaborazione dei ragazzi della città vecchia. Il resto delle periferie non sarà da meno: stiamo preparando attività in ogni quartiere della città».

«Sarà un grande Natale – ha concluso il sindaco –, dedicato alle luci, ai colori, alle periferie e ai ragazzi. Perché ormai Taranto ci ha abituato così».

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