Non si sa bene perché, ma quello che altrove sembra facile, in riva allo Ionio si complica, si intreccia, si ingarbuglia, si perde in mille rivoli di cui non i riesce a seguire la traccia.

In altre città il cantautore Niccolò Fabi riesce a far realizzare parchi giochi dedicati alla figlia prematuramente scomparsa, a Taranto – dopo quattro anni – tutto è fermo, si dice per colpa della burocrazia, si sussurra per altro meno comprensibili motivi.

Si arriva ad una definizione del progetto del Parco regionale del Mar Piccolo: 13.550 firme raccolte e due anni e mezzo di lavoro condiviso tra istituzioni, enti, associazioni, ordini professionali, il Consiglio Regionale approva all’unanimità la proposta di legge, nel mese di novembre l’ufficio Parchi della Regione ha avviato la conferenza dei servizi per l’istituzione del parco e in vista degli atti istitutivi giungono i distinguo, i forse, i si però…

Il Comune di Taranto esprime “forti perplessità”

L’amministrazione Melucci esprime apprezzamento per l’istituzione ufficiale dell’Osservatorio Galene, organismo che si occuperà della valorizzazione e sostenibilità del sistema Mar Piccolo, fortemente voluto dal Commissario Straordinario alle bonifiche Vera Corbelli.

L’Osservatorio mette insieme una trentina di soggetti ed ha come presidente il presidente di Confcommercio Taranto Leonardo Giangrande, mentre sono stati nominati vicepresidenti Fabio Millarte e Cosimo Bisignano.

L’Osservatorio Galene potrà ora iniziare il percorso di valorizzazione e riqualificazione del Mar Piccolo di Taranto, avviato dal Commissario Straordinario, con la partecipazione di istituzioni locali, forze dell’ordine e militari, enti pubblici, mondo produttivo e scientifico ed esponenti della società civile, tant’è che – all’attenzione dell’assemblea – come primo tema, c’è la proposta di istituzione di un Parco del Mar Piccolo da parte della Regione Puglia.

Il Comune di Taranto – ha dichiarato l’assessore allo sviluppo economico Gianni Cataldino – ha chiesto all’assessore regionale Alfonso Pisicchio di approfondire l’argomento, esistendo forti perplessità sulla questione da parte di più portatori di interessi, corpi largamente rappresentativi e finanche istituzioni. Il Comune di Taranto non ha preconcetti rispetto al Parco e desidera studiare e soprattutto far sì che sia ormai Taranto a decidere di Taranto perché da certi provvedimenti non si può poi retrocedere e le implicazioni per lo sviluppo della città sono rilevantissime.

Memori di quanto questa città abbia subito le scelte negli anni passati, l’amministrazione Melucci, attraverso Ecosistema Taranto si è dotata di un nuovo modello di governance partecipata, che mette al centro una visione chiara e condivisa con parametri di valutazione, per ogni azione decisoria, definiti e mirati.

Già al tavolo del Cis e ancora nel 2018 in un’audizione parlamentare, il sindaco Melucci e il commissario straordinario Corbelli sostennero che Taranto possiede tutte le caratteristiche fisico ambientali per realizzare una area marina protetta di valenza internazionale, in linea con le misure poste in essere a livello di distretto per la tutela e sostenibilità delle risorse idriche e del patrimonio connesso, ed in grado di contribuire allo sviluppo socio-economico dell’intera area.

All’Osservatorio Galene veniva demandato proprio il compito di strumento di condivisione e monitoraggio delle azioni relative al sistema Mar Piccolo. Dopo tutto, lo stesso strumento dell’Ecomuseo, già attivo, si potrebbe implementare e si presterebbe con maggiore flessibilità a questo orizzonte, senza l’appesantimento di ulteriori vincoli e iniziative poco accorte.

Abbiamo apprezzato – conclude l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Taranto Gianni Cataldino -quanto esposto dai partecipanti all’Assemblea sull’argomento e della volontà di farne tema della prossima riunione. Conosciamo la capacità di ascolto dell’assessore Pisicchio e sappiamo che vorrà tenere conto di quanto si è detto nel tavolo in prefettura dello scorso 23 gennaio allo scopo di rilanciare la riconversione economica di Taranto”.

Confagricoltura: “Vincoli opprimenti sono incompatibili con sviluppo sano di aziende agroalimentari e turismo”

Per Confagricoltura Taranto i vincoli imposti dal progetto del Parco del Mar Piccolo sono incompatibili con lo sviluppo dell’agroalimentare e del turismo per il territorio ionico.

«La nostra organizzazione di categoria – sottolinea Lucia Cavallo, vicepresidente Confagricoltura Taranto – è stata la prima a proporre un’alternativa alle industrie pesanti che hanno forti ricadute sull’ambiente e sulla salute. Adesso dobbiamo costruire, passo dopo passo, questa nuova economia alternativa. Ma non possiamo certo supportare questa idea di sviluppo, basata sull’agroalimentare e sul turismo, se si applicano i vincoli opprimenti del Parco Naturale Regionale del Mar Piccolo alle attività produttive sane ed ecocompatibili.

Noi siamo per lo sviluppo dell’impresa agroalimentare e del lavoro ad essa connesso e, ovviamente, siamo sostenitori e primi fautori della tutela dell’ambiente, ma senza concertazione con chi nell’area del Mar Piccolo vi abita e vi lavora, il progetto del Parco non potrà rappresentare uno strumento di valorizzazione del territorio tarantino.

Confagricoltura, è da rilevare, è stata la prima voce fuori dal coro a giugno scorso durante la riunione della V commissione consiliare, incontro nel quale fu affrontata la proposta del Parco del Mar Piccolo.
Luca Lazzàro, presidente Confagricoltura Puglia e Confagricoltura Taranto, durante la seduta mostrò per primo perplessità sulla perimetrazione delle aree e preoccupazione per l’inserimento di ulteriori restrizioni che penalizzerebbero le attività di agricoltura intensiva.
Le questioni sollevate dall’associazione degli agricoltori sono anche di natura tecnica.

L’organizzazione – spiega il direttore di Confagricoltura Taranto Carmine Palma – non è pregiudizialmente contraria all’istituzione di strumenti utili a tutelare e valorizzare il territorio, ritiene però indispensabili alcune puntualizzazioni affinché le attività agricole e zootecniche presenti nella zona non ne siano definitivamente compromesse.

Tra i problemi caldi che l’organizzazione non intende sottovalutare ve ne sono di strettamente legati al mondo del lavoro e dell’ambiente. Secondo un’analisi tecnica di Confagricoltura Taranto, il Parco del Mar Piccolo così come presentato dalla Regione, danneggerebbe il normale svolgimento dell’attività delle aziende agricole e zootecniche; limiterebbe fortemente la capacità di espansione e di crescita delle attività imprenditoriali; non apporterebbe significativi benefici alla salvaguardia dell’ambiente; metterebbe a rischio la sopravvivenza delle aziende.
Invece, Confagricoltura Taranto guarda a un progetto condiviso, preventivamente discusso con le attività interessate, e propone che la gestione dell’area sia affidata a chi nell’area ci vive e ci lavora.
Su questi principi base, quindi, avanza le proposte tecniche.

L’organizzazione – dice il direttore di Confagricoltura Taranto – chiede, in ogni caso, che la perimetrazione del Parco Naturale Regionale del Mar Piccolo sia limitata effettivamente ad aree circoscritte del Mar Piccolo e che vengano escluse, quindi, tutte le aree intensamente coltivate e boschive nelle quali operano attività produttive».

Confindustria Taranto: “Progetto Ecosistema Taranto, siamo favorevoli e fiduciosi”

foto Prefettura

L’obiettivo del Comune di Taranto di rendere la città a misura d’uomo, meno energivora e meno inquinante, ecosostenibile e smart , funzionale ai bisogni dei cittadini e urbanisticamente riorganizzata, trova sicuramente una tangibile conferma nei programmi illustrati nei primi giorni dell’anno appena avviato.” E’ quanto dichiara in una nota Confindustria Taranto.

“Il progetto Ecosistema Taranto – afferma l’associazione datoriale ionica, presentato qualche giorno fa quale nuovo modello operativo di governo, declinato in base a logiche di flessibilità, trasformazione urbana ed economia circolare, non può che trovarci favorevoli e fiduciosi rispetto alla piena attuazione delle progettualità che la locale amministrazione ha messo in campo, in quell’ottica di ampio respiro che il territorio auspicava da tempo e che è l’unica in grado di poter fornire risposte strutturate alle istanze della comunità.

La premessa è d’obbligo sia per tributare al governo della città il giusto merito rispetto alla messa in campo di politiche di sviluppo sostenibile, sia per tentare di fare chiarezza rispetto a questioni che, al pari di molte altre, attengono gli scenari e quindi le sorti presenti e future del territorio cittadino. Fra queste, una particolare attenzione va posta sul Mar Piccolo, e sulla proposta, di cui si discute oramai da tempo, di farne un Parco Regionale.

Un progetto – portato avanti dal consigliere regionale Gianni Liviano – del quale abbiamo, come Confindustria, seguito le varie fasi, dai suoi albori e fino a poco tempo fa, e che ci ha trovato favorevoli in ordine agli obiettivi generali di valorizzazione e ottimizzazione di questa incommensurabile risorsa che insiste sul nostro territorio. Allo stesso tempo, tuttavia, abbiamo avanzato sul progetto, già poco meno di un anno fa e poi in successive occasioni, perplessità in ordine alle rigidità dei vincoli insiti nella stessa progettualità e quindi alla necessità di orientare prioritariamente l’iniziativa verso la piena valorizzazione delle attività economiche (altrimenti inficiate dagli stessi vincoli) e quindi attraverso l’adozione di un quadro regolatorio più flessibile.

Oggi, senza entrare nel merito di tale nostra istanza – e quindi in quanta parte sia stata recepita e quali siano stati i riscontri, o le controproposte – abbiamo contezza di analoghe (e ulteriori) perplessità espresse sulla questione anche da parte del Comune di Taranto, che del Parco dovrebbe essere il soggetto gestore e responsabile. E’ pertanto lecito chiedersi, senza nulla togliere alla bontà di iniziative come questa che – lo ripetiamo – sposano pienamente l’esigenza di valorizzare le nostre risorse, quali aspettative animino l’azione messa in campo dal consigliere Liviano in considerazione dell’assenza, fra i soggetti promotori, proprio del principale attore, ovvero il Comune di Taranto, nonché quali siano le prospettive reali di fattibilità dello stesso progetto.

La valutazione nasce non già per inasprire una discussione di fatto ancora in corso fra le parti bensì al fine di poter fare chiarezza su una questione che come imprenditori, ma ancor prima come cittadini, avvertiamo come importantissima per un futuro del nostro territorio che si possa realmente definire ecosostenibile. Mar Piccolo, peraltro diventato nei mesi scorsi anche Ecomuseo di interesse regionale, è da anni attenzionato da vari soggetti tuttora sul campo per le opere di bonifica, all’interno del redigendo Piano delle Coste, per la creazione di un osservatorio e per tutta una serie di iniziative che se realizzate ne farebbero probabilmente un gioiello sia sul piano della valorizzazione sia dal punto di vista politico-amministrativo: una risorsa che non solo viene recuperata, ma esaltata e ottimizzata a 360°.

Di fatto – conclude la nota di Confindustria Taranto, tutto questo è ancora parzialmente in corso, e siamo sicuri che, sia per la complessa operazione di bonifica, sia nell’ambito di tutti gli strumenti di pianificazione messi a sistema dal Sindaco di Taranto, saranno compiuti passi in avanti importanti.

Fino a quel momento, però, sarà altrettanto necessario finalizzare tutte le azioni messe in campo evitando dispersioni e inutili fughe in avanti, favorendo l’adozione di scelte condivise nel quadro di una regia unica in capo all’amministrazione comunale di Taranto. ”

Liviano: “Polemiche artificiose e create a comando”

In un post sulla sua bacheca social, il consigliere regionale Gianni Liviano – tra i primi e più convinti fautori della realizzazione del parco – commenta così le recenti prese di posizione: “Continuo a prendere atto di posizioni differenti sul Parco Regionale del Mar Piccolo. Come sempre ho rispetto per Tutti. Non sono abituato ad inseguire polemiche, alcune delle quali artificiose e create a comando, né terrorismi fatti di supposizione e di “sentito dire”. Prendo atto che il Sindaco della città capoluogo ha cambiato posizione ed ora é contrario. Tutto è legittimo. Io non sono il sindaco, sono stato eletto in Regione per legiferare e, dopo due anni di confronti e di condivisione, con l’università, il Cnr, ordini professionali, associazioni economiche e con lo stesso Comune, ho presentato la proposta di legge per l’istituzione regionale del Mar Piccolo che è stata approvata all’unanimità. Gli uffici della Regione, a partire dall’approvazione della legge, hanno avviato la Conferenza di Servizi finalizzato al confronto con la comunità locale. Questo confronto ha l’obbiettivo di condividere la perimetrazione e le modalità di svolgimento della vita del Parco (ivi compresi eventuali vincoli) e l”ente Gestore che non può che essere il Comune di Taranto tramite le persone che riterrà più adeguate.

E’ disinformazione, spesso fatta ad arte, raccontare di perimetrazione non condivisa e di vincoli penalizzanti, per il semplice motivo che l’una e gli altri sono soggetti al confronto nella conferenza di servizi. Oltre 13.500 persone, in poco più di una settimana hanno sottoscritto una petizione finalizzata alla CREAZIONE del Parco e per quanto mi compete io continuerò ad essere a disposizione di chi, con onestà intellettuale, vorrà confrontarsi, comprendere, mediare. Nessuna stima invece per quelli che, come spesso capita in questa città, parlano per sentito dire, a comando, o peggio ancora non sono in buona fede.

Agli uffici della Regione – conclude Liviano nel suo post, nel rispetto della legge, spetterà decidere i tempi e le modalità di realizzazione del Parco, al Consiglio Regionale tutto la definitiva istituzione. Noi andiamo avanti perché crediamo: 1) Che il Parco Regionale sia utile a dare il segnale di un’altra città diversa da quella dove tutti ci si ammala e si muore 2) Che le bellezze naturali del Mar Piccolo vadano tutelate e trasmesse alle prossime generazioni 3) Che lo stesso Parco, con gli eventuali brand e marchi, possa rappresentare un’opportunità economica per i prodotti agricoli e del mare