
Un relitto di una grande nave di età romana, con un carico di anfore, è stato individuato nei fondali del Mar Ionio, al largo delle coste pugliesi. La scoperta risale a giugno 2025, ma è stata resa nota solo oggi, 3 febbraio 2026, per motivi di tutela e sicurezza del sito.
Relitto nel Mar Ionio: cosa è stato trovato e perché conta
Secondo quanto comunicato da ANSA, si tratta dei resti di una “grande nave” romana con un carico di anfore ancora presente sul fondale: un ritrovamento che può aggiungere tasselli preziosi sulla storia delle rotte commerciali nel Mediterraneo e sugli scambi lungo la costa ionica.
Le anfore, usate nell’antichità per trasportare derrate come vino e olio, sono spesso una “firma” archeologica utile per datare e interpretare i relitti.
La scoperta durante i controlli: chi ha partecipato alle operazioni
Il ritrovamento è avvenuto nel corso di normali attività di controllo condotte dalla Guardia di Finanza: rilevate alcune anomalie sul fondale con la strumentazione di bordo, i militari hanno effettuato immersioni che hanno portato all’individuazione dei resti.
Alle operazioni hanno partecipato il reparto aeronavale di Bari, la sezione operativa di Gallipoli e il II nucleo sommozzatori (con base a Taranto), in collaborazione con la Soprintendenza competente per Brindisi e Lecce (oltre al territorio tarantino).
Perché è stato mantenuto il riserbo (e cosa succede adesso)
La scelta di comunicare la notizia a distanza di mesi è legata alla necessità di proteggere il giacimento subacqueo dal rischio di saccheggio. La Guardia di Finanza spiega che l’area è stata sottoposta a monitoraggio costante fin dal momento della scoperta.
Le prossime fasi: ricognizione, documentazione e (poi) scavo
I militari indicano che verranno avviate attività di ricognizione sistematica e documentazione con metodologie moderne, propedeutiche alla pianificazione di un intervento di scavo archeologico subacqueo, al recupero del carico e alle delicate operazioni conservative sui reperti e sui resti dell’imbarcazione.
Ricadute per la provincia: tutela, ricerca e (forse) valorizzazione
Per il territorio jonico – e per chi segue da vicino il patrimonio culturale – la notizia riaccende l’attenzione sull’archeologia subacquea in Puglia e sul ruolo delle istituzioni nella protezione dei fondali. Se e quando i reperti verranno recuperati e restaurati, non è escluso che in futuro possano trovare spazio in percorsi di valorizzazione museale, anche in realtà come il Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA).
Cosa sappiamo finora (e cosa manca)
Al momento, le informazioni diffuse parlano di un relitto “nelle acque del Mar Ionio, in Puglia”, senza indicare coordinate o un punto preciso: un dettaglio che appare coerente con la strategia di tutela del sito. Restano da chiarire, con le indagini annunciate, elementi come datazione più precisa, tipologia delle anfore e stato di conservazione complessivo del relitto.
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