Taranto aderisce al Patto per il Clima. Melucci su ex Ilva:”spostare le risorse dal PNRR senza un accordo di programma sulla decarbonizzazione di medio-lungo periodo e senza una discussione seria sulle fonti energetiche, significa solo buttare la palla avanti, ci perderanno sia Taranto che l’Italia”

è quanto comunica l'ente

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Il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ha aderito a Bari al Patto per il clima per una Puglia neutrale dal punto di vista climatico, alla presenza del Governatore Michele Emiliano e di tanti amministratori locali pugliesi, impegnati nel cosiddetto Green new deal.

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«Siamo molto soddisfatti degli impegni che sul clima, la sostenibilità e l’energia la Regione Puglia e i singoli territori stanno assumendo insieme. I nostri programmi, i nostri investimenti e le nostre organizzazioni locali stanno svolgendo un ruolo credibile nei confronti delle comunità sul tema del secolo, che sta già condizionando stili di vita e scelte di mercato.

Il Comune di Taranto partecipa già da alcuni anni al cosiddetto Covenant of Mayors, si è dotato del suo PAESC e oggi fa sistema con il livello regionale, è decisamente in cammino sulla strada della cosiddetta transizione giusta indicata dall’Unione Europea. Non ci salveremo da soli, occorre un grande senso di responsabilità nei confronti delle future generazioni. E occorrono costanti azioni in questa direzione da parte della pubblica amministrazione.

Restiamo, invece, piuttosto scettici sulle parole pronunciate presso la Fiera del Levante quest’oggi dal Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Senza una strategia sulle fonti energetiche necessarie alla decarbonizzazione e senza un accordo di programma sull’ex Ilva che garantisca la terra ionica per il prossimo decennio, tutte le manovre del Governo appaiono abbastanza estemporanee, non sortiranno alcun positivo effetto sulla salute e il lavoro dei tarantini. Per altro, si sta perdendo l’ennesima occasione di rilanciare un comparto cruciale del Paese, in una epoca in cui tutta l’Europa vira convintamente verso la produzione da forni elettrici».

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