
La città di Taranto sta per riscoprire un suo volto nascosto: sotto le vie e i palazzi dell’isola della Città Vecchia, si estende un mondo sotterraneo di cavità, ambienti ipogei che per secoli sono rimasti in ombra. Ora questi spazi antichi – testimonianza della storia greca, romana, medievale e moderna – stanno per essere valorizzati e restituiti alla vita della città. In questo articolo esploriamo il progetto che interesserà nove ipogei nel centro storico, le finalità, le implicazioni, e cosa può significare per Taranto in termini di identità, cultura e turismo.
Indice
- Che cosa sono gli ipogei e perché sono importanti a Taranto
- Il progetto di recupero: soggetti, ambiti e tempistiche
- I nove ambienti coinvolti e il distretto culturale di Via Cava
- Finalità culturali e valorizzazione del patrimonio
- Impatto per il territorio: turismo, identità, comunità
- Sfide e criticità da affrontare
Che cosa sono gli ipogei e perché sono importanti a Taranto
Nel centro storico della Città Vecchia di Taranto si trova un vero e proprio «mondo sotto la città»: cavità naturali o artificiali, scavate nella calcarenite (detta “carparo”) per ottenere materiale da costruzione o per ricavarne ambienti funzionali.
Questi ipogei assumono un doppio valore: da un lato rappresentano testimonianza storica e stratigrafica, dall’altro lato hanno un potenziale funzionale e culturale enorme: possono diventare spazi di visita, di formazione, di fruizione, spazi per l’arte e la comunità.
In particolare, Taranto è una città con radici antiche – fondata secondo la tradizione nel 706 a.C. dai Parteni spartiati. L’isola della Città Vecchia faceva parte dell’acropoli della polis, e sotto il piano stradale permane questa stratificazione di storia. Riutilizzare gli ipogei significa quindi riscoprire la memoria profonda della città e restituire visibilità alle sue radici.
Il progetto di recupero: soggetti, ambiti e tempistiche
Il progetto è stato annunciato ufficialmente dal Comune di Taranto: entro la fine del 2025 prenderanno il via i lavori di risanamento, restauro conservativo e rinnovamento funzionale di nove ambienti ipogei della Città Vecchia.
Si tratta di un intervento finanziato attraverso il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) – Delibera CIPE 10/2018. Il termine stimato per la durata dei lavori è circa un anno a partire dall’avvio.
Gli ambiti operativi includono:
- Risanamento: messa in sicurezza delle strutture ipogee.
- Restauro conservativo: preservazione degli elementi storici e archeologici.
- Rinnovamento funzionale e tecnologico: adeguamento per nuova fruizione, impianti, accessibilità.
- Valorizzazione: inserimento in un percorso culturale/visita.
Un dettaglio importante: cinque dei nove ipogei coinvolti sono nella zona di Via Cava e saranno collegati tra loro a costituire un vero e proprio distretto culturale sotterraneo.
I nove ambienti coinvolti e il distretto culturale di Via Cava
Andiamo più nel dettaglio sugli ambienti che saranno oggetto dell’intervento. I nove ipogei sono:
- Palazzo Delli Ponti
- Vicoletto Galeone
- Vico Ospizio
- Ipogeo Funerario
- Ipogeo Fornace
- Ipogeo Frantoio
- Passo di Ronda
- Ciura
- Palazzo Amati
Tra questi, cinque situati nell’area di Via Cava costituiranno il “nucleo” del distretto culturale sotterraneo.
Ad esempio, l’Ipogeo della Fornace è un ambiente medievale che conserva tre forni di cottura e vasche di decantazione dell’argilla: una rara testimonianza delle attività artigianali medievali nella zona.
Questo raggruppamento in distretto significa che non si tratta solo di “recuperare” singole cavità, ma di costruire un percorso – un sistema integrato che collega più ambienti ipogei, rendendoli fruibili e “visibili” come rete culturale.
Finalità culturali e valorizzazione del patrimonio
L’iniziativa ha più dimensioni: non solo conservare ma trasformare. Le finalità dichiarate sono:
- Restituire vita e funzione culturale a luoghi che custodiscono la memoria della città.
- Trasformare gli ipogei in spazi di conoscenza, arte e identità condivisa.
- Integrare questi ambienti in percorsi diffusi e interattivi, ospitando mostre, installazioni, esperienze multimediali e attività didattiche aperte a cittadini, scuole e visitatori.
- Promuovere una rete culturale integrata che mette in connessione tradizione e innovazione.
Per approfondire la storia del territorio, vedi Città Vecchia di Taranto.
Impatto per il territorio: turismo, identità, comunità
Il recupero degli ipogei può avere un impatto significativo sotto vari profili:
Turismo culturale
La realizzazione del distretto ipogeo sotterraneo può rappresentare una nuova attrazione per Taranto, capace di allungare la permanenza dei visitatori, diversificare l’offerta turistica e attrarre un pubblico interessato a storia, archeologia, architettura e turismo esperienziale.
Identità locale e rigenerazione
Restituire questi ambienti alla città significa rinforzare il senso di identità della comunità, valorizzare la memoria materiale e immateriale della Città Vecchia e contribuire alla rigenerazione urbana.
Educazione, comunità, scuole
Le attività previste – mostre, installazioni, esperienze interattive, didattica – aprono la possibilità di coinvolgere scuole, associazioni locali, comunità nel progetto, generando un effetto moltiplicatore di inclusione e partecipazione.
Valore economico e indotto
La valorizzazione del patrimonio può generare ricadute economiche: dal turismo all’indotto locale, fino al valore immobiliare e di prestigio dell’area della Città Vecchia.
6. Sfide e criticità da affrontare
Ogni grande progetto presenta delle sfide che è bene considerare:
Condizioni strutturali e conservazione
Gli ambienti ipogei sono soggetti a umidità, cedimenti, degrado, difficoltà di accesso e sicurezza. È fondamentale che il progetto tenga conto delle esigenze conservazionistiche e della compatibilità con la visita pubblica.
Accessibilità e fruizione
Essendo sotterranei, l’accessibilità per tutti potrebbe essere difficoltosa. Andrebbero previste soluzioni tecniche per permettere a più persone possibili di visitarli in sicurezza.
Gestione e sostenibilità
Una volta completati i lavori, servirà un piano di gestione, manutenzione, promozione e fruizione continuo. Se gli spazi rimangono poco utilizzati o difficili da gestire, il rischio è che tornino all’abbandono.
Contesto urbano e connessione col resto della città
Il successo del distretto sotterraneo dipenderà anche dalla sua integrazione con la città “di sopra”: percorsi pedonali, segnaletica, visibilità, collegamenti con le altre attrazioni turistiche e culturali.
Finanziamento e tempi
Il progetto è ambizioso e richiede rispetto dei tempi (inizio entro fine 2025, durata circa un anno) e delle risorse previste dal CIS. Ritardi o mancanza di fondi potrebbero ridurre l’efficacia del progetto.
In definitiva, il recupero dei nove ipogei nella Città Vecchia di Taranto rappresenta un’occasione di grande rilievo: un’occasione per coniugare storia, cultura, innovazione e turismo sostenibile. Per il blog GirWebTV, può diventare un tema centrale da sviluppare in più articoli – con focus su singoli ipogei, itinerari culturali o esperienze immersive.







