“La morte di una donna nigeriana in un capannone di Metaponto ci ricorda la situazione di degrado e sfruttamento in cui vivono migliaia di braccianti, soprattutto migranti, in tutta Italia. Una situazione, quella della Felandina, che avevo denunciato nell’aprile scorso in una interrogazione alla Commissione europea. Del resto, siamo di fronte a una tragedia annunciata che si poteva evitare. La potevano evitare le autorità locali che hanno le risorse Ue per provvedere a queste situazioni di degrado. Ma lo potevano evitare anche i ministeri competenti, a partire da quello degli Interni. Anche il caporalato è questione di sicurezza”. Lo dice l’eurodeputata del Movimento cinque stelle Rosa D’Amato.