È attivo il servizio di Fisioterapia per i pazienti del reparto post Covid del presidio “Umberto I” di Mottola, designato come struttura covid post acuzie, nella quale ospitare i pazienti che hanno superato la fase acuta della patologia ma che, essendo ancora positivi, necessitano di tempo e cure per negativizzarsi.

“La malattia, associata alle terapie somministrate e alla postura a cui i malati sono costretti per diverse settimane” – spiega il dottor Michele Fabiano, Dirigente Responsabile dell’Area Riabilitativa dell’ASL Taranto – “determina una ripresa più lenta, causando perdita della massa muscolare e difficoltà a riprendere una corretta coordinazione motoria. Al momento della dimissione, i pazienti presentano difficoltà nella deambulazione e nei passaggi posturali: autonomie che vanno necessariamente recuperate”.

Il nuovo servizio di Riabilitazione

Parte da questa considerazione la decisione della Direzione Strategica della ASL Taranto di dotare il presidio post-Covid di Mottola di un Servizio di Riabilitazione e Recupero Funzionale sia motorio che respiratorio, come previsto dalla recente delibera Regionale. Ogni paziente viene trattato secondo il Progetto Riabilitativo Individuale redatto dal medico fisiatra responsabile del centro, dottor Angelo Vito Cofano. Attualmente i fisioterapisti presenti nella struttura hanno trattato i primi tre pazienti.

Le prestazioni e il sostegno

L’equipe fisioterapica, coordinata dalla dott.ssa Antoniana Gnettoli, è formata da 9 operatori specializzati in Riabilitazione, i quali assicurano le prestazioni di competenza a tutti i degenti che necessitano di un intervento di riattivazione funzionale per avviarli, una volta negativizzati, alla dimissione domiciliare, non trascurando l’adeguato sostegno psicologico che il trattamento in sé produce. Grande soddisfazione è espressa dal dottor Fabiano “per lo spirito di appartenenza all’Azienda e per l’alta professionalità dimostrata dagli operatori nel rispondere prontamente alle esigenze dettate dalla situazione emergenziale che stiamo vivendo”.